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venerdì 22 giugno 2012

RILEGNO

CONSORZIO NAZIONALE PER LA RACCOLTA, IL RECUPERO E IL RICICLAGGIO DEGLI IMBALLAGGI DI LEGNO

RILEGNO - CONSORZIO NAZIONALE PER LA RACCOLTA, IL RECUPERO E IL RICICLAGGIO DEGLI IMBALLAGGI DI LEGNO
Al Consorzio possono partecipare produttori di imballaggi di legno, fornitori di materia prima, importatori di imballaggi; riciclatori dei rifiuti di imballaggio.
A maggio 2012 Rilegno contava 2.275 consorziati.

Il legno viene utilizzato per la produzione di pallet (pedane per le merci), imballaggi ortofrutticoli (cassette per frutta e verdura), imballaggi industriali (casse, gabbie, telai, supporti, selle, bobine per cavi elettrici); piccoli imballaggi per vini, formaggi, beni di lusso, tappi di sughero, ecc.

Secondo i dati aggiornati a maggio 2012, sono stati immessi a consumo 2.306.000 tonnellate di imballaggi di legno e sono state recuperate 1.340.000 tonnellate (58%).

Gli imballaggi di legno recuperati tramite la raccolta differenziata possono essere sottoposti a riciclaggio (produzione di agglomerati lignei per l’industria del mobile, pasta cellulosica da utilizzare nelle cartiere al posto della fibra vergine, blocchi in legno e cemento per la bioedilizia) a compostaggio (produzione di compost e terriccio), a rigenerazione (riparazione dei pallet) e a recupero energetico (produzione di combustibile solido secondario per gli impianti di incenerimento; combustione in impianti a biomasse).
Il ciclo vitale del legno può durare all’infinito.

www.rilegno.org

giovedì 14 giugno 2012

Responsabilità e cooperazione

Il ruolo fondamentale dei Consorzi e dei Cittadini

In Italia, la gestione dei rifiuti è disciplinata dal Decreto Legislativo n° 152/2006, "Norme in materia ambientale", in aggiornamento del Decreto Legislativo n° 22/1997, cosiddetto Decreto Ronchi.

Consorzi di filiera


Innanzitutto la legge stabilisce che i “rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell'uomo” (art. 178 comma 2 DL 152/06), senza danneggiare l’ambiente e “senza causare inconvenienti da rumori o odori” (art. 178 comma 2 punto b DL 152/06).
Poi, ispirandosi al principio comunitario “chi inquina paga” (art. 178 comma 3 DL 152/06), afferma la responsabilità “di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell'utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti” (art. 178 comma 3 DL 152/06), soggetti che devono cooperare fra loro per garantire il miglior sistema possibile di gestione dei rifiuti.

Anche le Pubbliche Amministrazioni devono fare la propria parte cercando di prevenire e ridurre la produzione dei rifiuti e adottando, “inoltre, misure dirette al recupero dei rifiuti mediante riciclo, reimpiego, riutilizzo o ogni altra azione intesa a ottenere materie prime secondarie” (art. 179 comma 2 DL 152/06) ed energia.

A questo proposito, il Decreto n° 22/1997 ha previsto la costituzione, da parte dei produttori, di “un Consorzio per ciascuna tipologia di materiale di imballaggi” (art. 40 comma 1 DL 22/97) e di un Consorzio Nazionale Imballaggi, il CONAI, che si occupa di raccordare e far cooperare Consorzi e Pubbliche Amministrazioni, nelle attività di raccolta differenziata.

Il CONAI, formato da oltre 1.400.000 imprese, opera attraverso sei Consorzi di filiera, uno per ogni tipologia di materiale utilizzato nella produzione di imballaggi:
Attraverso convenzioni con i Comuni e le società di gestione della raccolta differenziata, i Consorzi coordinano e organizzano il ritiro e l’avvio a recupero e riciclo degli imballaggi usati provenienti dalla raccolta urbana e dalle imprese.

Si tratta, quindi, di un sistema complesso che coinvolge vari attori e, fra questi, un ruolo fondamentale, nella catena del riciclo, lo svolgono i cittadini.
Ognuno di noi deve impegnarsi, quotidianamente, nel raccogliere e differenziare correttamente i propri rifiuti, se vuole che il numero delle discariche diminuisca sempre più e che le strade delle nostre città non vengano periodicamente invase da sacchi maleodoranti, con gli enormi costi di gestione che queste emergenze comportano.